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Fondazione Energia - il premio "Energia Sostenibile" - 2014

Assegnazione del Premio “Energia Sostenibile” 2014
Roma, 20 febbraio 2015
 
L’annuale celebrazione per la consegna del Premio Uomo dell’Anno 2014 da parte di Staffetta Quotidiana e del Premio Energia Sostenibile da parte di Fondazione Energia è stata preceduta da un workshop dal titolo “E’ cambiato il mondo” che ha offerto l’occasione per riflettere sui cambiamenti intervenuti nel mondo dell’energia.
Al termine dell’interessante tavola rotonda si è svolta la cerimonia di premiazione.
Quest’anno la Staffetta Quotidiana, attraverso il suo direttore Galeazzi, ha consegnato il Premio Uomo dell’Anno 2014 a Claudio Descalzi, A.d. di Eni, per il cambio di passo impresso all’Eni in una fase difficile per il mondo dell’energia.
A seguire la Fondazione Energia, per tramite del suo Vice Presidente Carlo Andrea Bollino, ha attribuito il Premio Energia Sostenibile a Catia Bastioli, A.d.  di Novamont e Presidente Terna, per l’attività scientifica nel campo della chimica verde e delle fonti rinnovabili volta ad accrescere la sostenibilità dell’industria italiana.

Il premio è stato ritirato da Giovanni Buttitta, direttore delle Relazioni esterne di Terna, che ha letto il messaggio di ringraziamento per l’assegnazione del premio in cui la dott.ssa Bastioli invita tutto il settore energetico e non solo a “cogliere la sfida del mondo per un uso efficiente delle risorse”.

Il Premio Energia Sostenibile - Catia Bastioli

Laureata in Chimica Pura presso l’Università di Perugia, ha frequentato nel 1985 la scuola di Direzione Aziendale “Alti potenziali Montedison” presso l’Università commerciale Luigi Bocconi.
Si è occupata di scienza dei materiali, di Sostenibilità ambientale e di materie prime rinnovabili presso l’Istituto Giudo Donegani, Centro di Ricerca Corporate di Montedison, fino al 1988. Ha contribuito a fondare il centro di ricerche Fertec sulle materie prime rinnovabili, diventato poi Novamont. 
Ha trasformato Novamont, prima come Direttore Tecnico, poi come Direttore Generale ed infine come Amministratore Delegato, da centro di ricerche a industria di riferimento nel settore delle bioplastiche e dei prodotti da fonte rinnovabile a basso impatto ambientale. Oggi con le bioplastiche Mater-Bi, oltre ai sacchetti, si producono posate, piatti, bicchieri, giocattoli, vaschette alimentari, teli per pacciamatura biodegradabili.
Suo il modello della bioraffineria integrata nel territorio e quello delle Bioraffinerie di terza generazione che porterà all'avvio di un progetto coordinato da Novamont con ENEA, CNR, CRA, Università di Perugia, Agrinewtech, Filarete Servizi e Matrìca. Il modello prevede che la priorità venga spostata sull’efficienza dell’uso delle risorse, sui prodotti ad alto valore aggiunto, sull’economia di sistema e sulle filiere corte.
Oltre ad essere tra i fondatori di Matrìca nel 2011 ha fondato Mater-Biotech, joint venture con la californiana Genomatica, per costruire in Italia il primo impianto al mondo per la produzione di Butandiolo da risorse rinnovabili.

È primo inventore di circa 100 brevetti e domande di brevetto.
Ha depositato 90 brevetti base e 900 brevetti internazionali, tra questi il Mater-Bi, materiale di origine vegetale usato nel confezionamento di sacchetti completamente biodegradabili per la raccolta rifiuti.
2007- nominata Inventore Europeo dell'anno dall’Ufficio europeo dei brevetti per le invenzioni relative alle bioplastiche da amido
2008 - insignita della Laurea honoris causa in Chimica industriale dalla Università degli Studi di Genova
2012 - Premio Bellisario per la sua attività di imprenditrice

Incarichi:
Amministratore Delegato di Novamont, Amministratore Delegato di Matrìca joint venture paritaria tra Novamont e Versalis del Gruppo Eni, Presidente di Terna, Presidente di Kyoto Club, Membro della Consiglio di Amministrazione di Fondazione Cariplo
Membro della Giunta e del Comitato direttivo di Federchimica, Membro del Comitato di Direzione di PlasticsEurope.

Ringrazio il Presidente Curcio e il Professor Zorzoli. Mi dispiace di non poter partecipare oggi a questa giornata che già nel  titolo “E’ cambiato il mondo”, coglie la sfida che abbiamo di fronte:  l’urgenza  di mettere a fattor comune tutte le nostre conoscenze ed esperienze  per un uso efficiente delle risorse, che siano  esse energetiche, di materie prime ed umane, superando il modello dissipativo  che ha caratterizzato  l’impetuosa crescita globale degli ultimi decenni.  
Sono molto onorata di ricevere oggi questo importante riconoscimento che mira a promuovere la diffusione e la conoscenza di tutte le forme di energia sostenibile per il nostro Paese, tenendo conto della crescita economica, della necessità di sicurezza degli approvvigionamenti e della tutela dell’ambiente.

Una testimonianza più che simbolica che gratifica e stimola  me e le  molte persone che da anni lavorano con me per mettere in pratica modelli di bioeconomia per la rigenerazione territoriale, credendo che un nuovo modello di sviluppo sia possibile.

Sono convinta che gli investimenti in ricerca e innovazione con approccio strategico e sistemico, in chiave di rigenerazione territoriale, siano la vera chiave di volta per costruire il nostro futuro, permettendo quel salto culturale che ognuno di noi deve realizzare per rendere sinergici sviluppo e, sostenibilità ambientale e sociale. Il modello dell’economia circolare   contiene  queste caratteristiche ed è il riferimento  a cui ispirarsi per riagganciare i territori allo sviluppo globale, interconnettendo diverse regioni sostenibili,  in linea con quanto tracciato anche a livello europeo dai recenti documenti del Bioeconomy Panel.

Nel campo energetico le fonti rinnovabili a livello locale, interconnesse attraverso reti sempre più intelligenti, potranno rendere possibile un cambiamento epocale: energia pulita  da fonti molteplici, prodotta nei luoghi più diversi d’Europa,  a servizio dello sviluppo industriale e della sostenibilità ambientale, del nostro Continente, creando lavoro diffuso e superando un problema  di dipendenza da altri Paesi le cui gravi implicazioni sono ben note.


Un contributo importante che l’Europa potrà dare anche alla luce della drammatica urgenza  dei cambiamenti climatici, su cui tutti i Paesi del mondo si confronteranno  durante la conferenza di Parigi del dicembre 2015 per definire il nuovo Trattato sul Clima. In questo contesto per sottolineare l’importanza che la sostenibilità ha nello sviluppo  vorrei concludere riprendendo quanto detto da Papa Francesco nel suo messaggio all’Expo delle Idee lo scorso 7 febbraio: “Dio perdona sempre, l’uomo qualche volta, la terra mai!” .
Grazie di nuovo a tutti.

Catia Bastioli