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Il Premio "Energia Sostenibile" 2012
 
Per l’anno 2012 il Consiglio dell’AIEE e di Fondazione Energia hanno scelto di premiare la società Mossi e Ghisolfi e per essa il suo Presidente, Vittorio Ghisolfi, per l’attività svolta nel promuovere la ricerca e lo sviluppo nel settore dei biocarburanti di II generazione.

Il 19 febbraio 2013 si è tenuto presso il Centro Studi Americani il workshop organizzato dall’AIEE e dalla Staffetta Quotidiana dal titolo “Il ruolo strategico delle reti gas ed elettricità”, a cui è seguita la consegna del premio “Uomo dell’anno 2012” e del premio “Energia Sostenibile”. Al termine della tavola rotonda si è svolta la consegna, da parte di Goffredo Galeazzi direttore della Staffetta Quotidiana, del “Premio Uomo dell’Anno 2012” a Giovanni Gorno Tempini, amministratore delegato Cassa Depositi e Prestiti per il ruolo svolto nel riassetto della Rete di trasporto gas.
Dopo la premiazione della Staffetta Quotidiana, Edgardo Curcio ha conferito il “Premio Energia Sostenibile” della Fondazione Energia a Vittorio Ghisolfi, presidente della Mossi e Ghisolfi srl, per l’attività svolta nel promuovere la ricerca e lo sviluppo nel settore dei biocarburanti di II generazione.

Entrambi i premiati si sono dichiarati onorati del riconoscimento ricevuto. Ghisolfi ha evidenziato come il futuro della chimica è orientato verso un impiego sempre minore del petrolio a vantaggio di sostanze green e come in tale campo la sua azienda è all’avanguardia, rappresentando un motivo di orgoglio per tutto il nostro Paese.
Il Premio Energia Sostenibile

Il Gruppo Mossi e Ghisolfi con un fatturato di circa 3 miliardi di dollari, da’ lavoro a circa 3000 persone ed è una società italiana con una proiezione internazionale.
Essa opera con tre divisioni: la PET Polymer che produce e sviluppa il PET, un polimero utilizzato essenzialmente per la produzione di bottiglie in diversi stabilimenti in Italia ed all’estero; la Bio Polyester Feedstocks che sviluppa la produzione di PET partendo da fonti rinnovabili; la Chemtex che è il ramo ingegneria e ricerca della Mossi e Ghisolfi che ha tre centri di ricerca, uno in Italia (Rivalta), uno in Brasile (Pocos de Candas) ed uno in USA (Ohio).

Nel corso degli ultimi anni Chemtex ha sviluppato una nuova tecnologia (PROESA) che, partendo da biomassa agricola, produce bioetanolo di II generazione.
Il progetto che, partito nel 2009 è ormai arrivato alla fase industriale prevede nell’impianto a Crescentino (Vercelli) la produzione di circa 40-45 mila tonnellate/anno di bioetanolo a partire da 450mila tonnellate/anno umide di canna comune (Arunda Donax) oppure l’utilizzo di paglie di frumento o di riso qualora non sia disponibile la canna.
Il ciclo produttivo prevede una fase di pre-trattamento della biomassa, quindi l’idrolisi enzimatica degli zuccheri, la fermentazione e la distillazione dell’etanolo.
Il sottoprodotto, non utilizzabile (lignina) viene utilizzato per la produzione di energia elettrica e vapore necessario al ciclo di produzione.
L’impianto prevede una occupazione di 100 persone, ma potrà essere ingrandito nei prossimi anni sulla base delle previsioni di crescita del bioetanolo di II generazione, destinato a vari impieghi, tra cui la trazione miscelato con i carburanti tradizionali.
Il relativo brevetto per la produzione di bioetanolo di II generazione è attualmente in fase di cessione da parte del Gruppo Mossi e Ghisolfi ad altri gruppi industriali esteri.
Il Gruppo Mossi e Ghisolfi per questa sua attività nel settore della chimica sostenibile ha stipulato recentemente un Protocollo d’Intesa con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e con il Ministero dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Politiche Agricole in quanto il progetto di Crescentino, si inserisce nell’ambito delle politiche dell’Unione Europea volte all’uso di fonti rinnovabili con un obbligo di immissione in consumo di miscele di carburanti contenenti il 10% di bio componenti.
Attualmente vi sono molte ricerche in corso per la produzione di biocarburanti di II generazione da biomasse non destinate ad uso alimentare; tra queste certamente il progetto PROESA della Mossi e Ghisolfi si presenta con le carte in regola ed è uno dei pochi progetti, finanziato da privati investitori italiani, che ha ottenuto risonanza mondiale.