AIEE
AIEE AIEE
 


Il Premio "Energia Sostenibile" 2010
 

Si è tenuto, martedì 15 febbraio 2011, presso il Centro Studi Americani a Roma, il workshop dal titolo “Una politica energetica sostenibile: le opzioni in gioco” organizzato congiuntamente da AIEE, Fondazione Energia e Staffetta Quotidiana, e che ha visto riunite molte delle personalità più importanti ed influenti del mondo energetico.

Al termine della tavola rotonda si è svolta la cerimonia di premiazione che ha visto il riconoscimento del premio “Uomo dell’anno 2010” da parte di Staffetta Quotidiana e Fondazione Energia all’on. S. Saglia, sottosegretario al MSE con delega all’energia, per la validissima funzione di supplenza esercitata nella gestione della politica energetica permettendo di condurre in porto una serie di provvedimenti che il governo e in particolare il ministero erano chiamati a predisporre con rara competenza, attenzione, autonomia e trasparenza.

La seconda premiazione è stata l’attribuzione del premio “Energia Sostenibile” da parte di Fondazione Energia, all’economista Fatih Birol, chief economist dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, per la diffusione dei concetti di energia sostenibile in campo internazionale. Il dott. Faith Birol, nel suo messaggio video, sottolinea come lo scenario energetico evolva velocemente ed individua 5 fattori interconnessi che influenzano non poco il futuro energetico: la ciclicità economica; l’insensibilità di domanda ed offerta alla variazione del prezzo; la rivoluzione del mercato del gas naturale; la politica a lungo termine sui cambiamenti climatici; lo sviluppo della Cina. Si tratta di sfide complesse che determinano un futuro incerto e insostenibile per il quale occorre una grande trasformazione che riporti nella giusta direzione.

Il premio è stato ritirato dal dott. Alessandro Blasi, uno dei 5 colleghi italiani che lavorano a stretto contatto con Birol presso l’agenzia, che ha sottolineato la necessità di continuare a puntare sulla ricerca di un percorso sostenibile, attualmente ancora distante, cogliendo l’occasione per scoraggiare chi incomincia a considerare come accettabile una traiettoria di crescita di 3-3,5°C e ribadendo la necessità di continuare a puntare fortemente verso i 2°C.

Discorso del Dr. Fatif Birol di accettazione del Premio "Energia Sostenibile"
Caro Sottosegretario, caro Presidente, distinti ospiti e colleghi,

Vi ringrazio per avermi assegnato questo importante riconoscimento.

Mi scuso per non aver avuto l’opportunità di essere presente ma imprevisti impegni istituzionali mi costringono a rimanere a Parigi. Come al solito, mi avrebbe fatto piacere tornare a Roma e spero di avere l’occasione di tornarci presto. Vorrei cominciare dando un esempio di quanto velocemente sta evolvendo lo scenario energetico.
Solo tre anni fa – quando mi trovavo a Roma a parlare al World Energy Congress – nessuno avrebbe predetto che gli Stati Uniti sarebbero oggi diventati il più grande produttore di gas naturale, grazie al progresso tecnologico nel campo della produzione di gas non convenzionale; o che la tragedia di BP nel Macondo avrebbe minato il futuro di una delle super potenze mondiali facendo diventare l’estrazione sottomarina una sfida non solo tecnica ma anche politica, o che il mondo si sarebbe diretto verso una delle più profonde crisi economiche come non accadeva dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Questi eventi drammatici si stanno risolvendo bene, però abbiamo un livello di incertezza senza precedenti. Come tutti sappiamo, anche il settore dell’energia non è estraneo a ciò, perché le tendenze nell’energia sono particolarmente sensibili a più fattori: tecnologico, commerciale e per ultimo, ma non meno importante, il fattore politico. Oggi – più che mai – ci sono una serie di fattori interconnessi che influenzano il nostro futuro energetico. Ne indico cinque a mio parere molto importanti:

  • Il primo è la forma e la cadenza della ripresa economica a seguito dello sconvolgimento globale. Fortunatamente, l’economia globale è ora sulla via della ripresa, ma con tutto ciò la prospettiva dell’attività economica rimane incerta in molti settori, e la soluzione del problema è ancora vulnerabile ai cambiamenti;
  • Il secondo fattore cruciale è la crescente insensibilità della domanda e dell’approvvigionamento di petrolio alla variazione dei prezzi. Negli ultimi cinque anni più del 90% della crescita della domanda di petrolio è arrivata dal settore trasporti – macchine, camion e aerei – dove, quando i prezzi salgono, non si hanno alternative disponibili. La gran parte della crescita della domanda di petrolio proviene dalle economie emergenti dove il prezzo dei prodotti petroliferi è sovvenzionato. Ora che il prezzo del petrolio ha toccato di nuovo 100 $/barile, ciò rappresenta una forte minaccia per la ripresa economica, specialmente in Europa e negli Stati Uniti;
  • Terzo, è la rivoluzione in atto sui mercati del gas naturale. Nel 2009 abbiamo avvertito un eccesso di gas sui mercati dovuto all’effetto combinato del gas non convenzionale prodotto negli USA, il crollo del consumo dovuto alla crisi economica e l’espansione di capacità di GNL. Ora l’eccesso di gas è entrato nel mercato e arrivano i primi segni che il collegamento tradizionale del prezzo petrolio-gas viene messo in discussione sui mercati Europei e Asiatici. La durata e le aspettative del boom di shale gas in altre parti del mondo può avere forti implicazioni per le decisioni di investimento. Questo è un importante argomento per i mercati energetici e sarà uno degli argomenti principali del prossimo WEO 2011, per poter capire meglio se ci stiamo dirigendo verso l’età dell’oro del gas oppure no; e cosa questo significa per la prospettiva degli altri combustibili.
  • La quarta incertezza di lungo termine è la politica relativa ai cambiamenti climatici. Mentre l’ultima UN Conference a Cancun ha avuto il merito di riportare le negoziazioni sulla giusta strada, la possibilità reale di limitare la crescita globale della temperatura di 2° Celsius, svanisce se non si intraprende alcuna efficace azione. Siamo molto vicini dal dire addio agli obiettivi posti dal cambiamento climatico. Per realizzare questo obiettivo, le emissioni devono raggiungere il massimo nel 2020, però la gran parte delle infrastrutture energetiche che saranno in azione nel 2020 sono già state costruite o progettate perciò ciò è molto difficile. 
  • L’ultimo fattore cruciale – ma non il meno importante – è la Cina. Quando mi viene chiesto da dove viene la crescita della domanda energetica, la mia risposta è sempre: da cinque Paesi: Cina, Cina, Cina, India e Medio Oriente. Fatemi fare solo un esempio: solo dieci anni fa, i cinesi consumavano la metà dell’energia degli Stati Uniti. Adesso hanno raggiunto gli Stati Uniti con una forte crescita senza precedenti. Le prospettive per una futura crescita sono ancora molto forti, considerando che il livello del consumo procapite in Cina rimane basso, e cioè solo un terzo del livello OECD, ed essendo comunque la Nazione più popolosa del Pianeta, con più di 1,3 miliardi di abitanti.

Le future decisioni politiche in Cina avranno un grosso impatto non solo sul suo sviluppo ma anche sul futuro dell’intero sistema energetico mondiale.

Queste sono una parte delle incertezze che vedo oggi e per il prossimo futuro sui mercati energetici. Mentre stiamo vivendo tempi incerti, non possiamo distogliere l’attenzione dal fatto che il nostro attuale sistema energetico è fortemente insostenibile. Abbiamo sfide crescenti nel campo della sicurezza energetica (i tumulti in Nord Africa sono il più recente esempio); nel cambiamento climatico il rischio è sempre più alto per l’equilibrio del Pianeta; e circa ¼ della popolazione globale – 1,4 miliardi di persone –  non hanno ancora elettricità e servizi energetici moderni.

Noi, alla IEA, stiamo cercando di analizzare questi cambiamenti. Non è un compito facile, ma insieme a cinque colleghi italiani che lavorano nel mio ufficio – Marco Baroni, Alessandro Blasi, Raffaella Centurelli, Laura Cozzi e Michel D’Ausilio – insieme ad altri brillanti esperti lavoriamo sodo per proporre delle soluzioni a queste sfide, per i governi, per i cittadini, per le aziende.

Sappiamo che queste sfide sono grandi e complesse. Le nostre analisi dimostrano chiaramente che il sistema energetico globale, nel quale interagiscono moltissimi Paesi, affronta un futuro sempre più incerto e insostenibile. Abbiamo realmente bisogno di una grande trasformazione. La nostra sfida è di riuscire a gestire la transizione dal presente ad un futuro energetico più sostenibile.

Concludo con una frase del grande italiano Galileo Galilei: “Non guardare semplicemente, ma guarda con gli occhi di chi vuole vedere, di chi vuole credere in quello che vede”.  
Bene, vedo che la trasformazione del nostro settore energetico non è solo necessaria ma anche realizzabile. Personalmente farò tutto quello che potrò per portare il sistema energetico globale su una via sostenibile.

Al Presidente della Fondazione Energia esprimo di nuovo la mia gratitudine per questo Premio assegnatomi.

Vi ringrazio per l’attenzione.

Fatih Birol